sabato 27 agosto 2011

Lavoro gratuito, come svilire una professione.





Voglio segnalarvi il recente post del blog Roba da Disegnatori, curato dalla collega Morena Forza. Parliamo di uno spauracchio dal quale un serio e professionale disegnatore dovrebbe, almeno nella maggior parte dei casi, rifuggire come la peste: il lavoro gratuito. E cito: "L'intenzione del cliente di far lavorare dei disegnatori (fumettisti e illustratori) assolutamente gratis, tanto da ammetterlo apertamente e senza nessun sospetto che questo possa essere scorretto". Tralasciamo dunque disegni fatti con affetto per parenti e cari amici, non ci si vuole riferire a ciò, visto anche che tali "elargizioni" delle nostre abilità artistiche ed artigiane non si vogliono ascrivere alla categoria del lavoro, ma bensì del dono e del regalo. Tralasciamo anche quei progetti per cui vale veramente la pena investire il proprio tempo, poichè ne siamo passionalmente coinvolti in prima persona e davvero crediamo nel loro futuro (a quel punto del denaro te ne infischi). Qui invece parliamo proprio di lavoro, ed il lavoro per definizione esige una remunerazione, che tuttavia viene spesso considerata opzionale da persone che o hanno capito ben poco, o intendono solo tentare un furberia.




Il post della brava Morena Forza, per i disegnatori più "verdi" sarà un monito, per quelli forse più maturi e navigati una triste immagine di esperienze già vissute. Io personalmente ho avuto la grandissima fortuna, durante i miei primissimi anni da artista, di non cadere mai in simili trabochetti, più come dicevo per fortuna delle circostanze che per consapevolezza, la quale, diciamocelo, è praticamente inesistente quando il proprio bagaglio è ancora unicamente fatto di inesperienza. Ringrazio dunque quelle circostanze, ed alcuni preziosi consigli arrivati al momento giusto.




Il lavoro gratuito è svilente ed improduttivo sul piano professionale, sia per un artista già affermato nel suo campo, e tanto più per un esordiente, che deve impiegare TUTTE le sue forze per uscire dall'ombra verso lidi più luminosi, e quando dico "luminosi" dico "traguardi professionali", e non dovrebbe dunque sprecare tempo ed energia dietro a quei mulini a vento che il post in questione descrive con ricchezza di particolari.




Ancora una volta, Roba da Disegnatori ci propone un post eccellente e mirato, su un argomento che è giustissimo affrontare: "Prima e ultima volta che lavoro gratis ad un progetto, ecco perchè".




Il disegno è un'arte, certo. Ma è anche una professione. E come tale va trattata.




Con rispetto.




2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non finiremo mai di sbatterci la testa su questo modo di fare prettamente italiano (leggi meschino) ed è utilissimo che si divulghino le giuste informazioni, bravissime!

Blunauta

Enrychan ha detto...

Bel post, Bea :) Per quanto mi riguarda, ovviamente mi è già successo. Sempre per via di tranelli, del tipo che ti promettono di pagarti e poi una volta ricevuto il lavoro non si fanno più sentire. Non accetterò mai un lavoro per il quale mi dicono da subito che non sarò pagata, perché altrimenti non è un lavoro. :) Cosa che è accaduta per l'ennesima volta non più di un mese fa. Sono stufa di questo sistema. E' anche per questo che per adesso mi sto prendendo una lunghissima pausa dal fumetto. E' un ambiente davvero meschino e io non sento di appartenervi. :)